La creazione di un’opera d’arte cosa richiede? Da dove proviene, come nasce un capolavoro? Cosa è arte? Può l’arte salvare il mondo? Interrogandosi sul ruolo dell’artista e sull’importanza del suo lavoro, meditando sulla natura stessa dell’arte, sulla sua necessità, sul suo potere, nasce questo romanzo, la storia di un sodalizio artistico tra un pittore, Dante, e la sua musa, Baben, una conturbante dark lady.
Originale l’impianto narrativo, per cui la storia emerge dai pensieri che Dante affida a una sorta di lunga lettera indirizzata alla giovane amata, un raccontarsi senza maschere, affidando alla carta i suoi sentimenti più intimi, le speranze maturate nei pomeriggi trascorsi insieme, in un vecchio e decadente atelier, sperimentando nuove tecniche, nuove forme di comunicazione, lasciando fuori dalla porta il mondo intero, il lavoro, un matrimonio.
Sembra evocare, Dante, in un’incessante domanda, l’amore della fredda Baben; sono magiche le ore impegnate nel creare e la collaborazione si carica di attese e speranze, di una tensione ricca di erotismo e sensualità che solo nella tela trova il suo compimento.
Danilo Davolio è appassionato lettore fin dall’adolescenza. Dalla sua cultura sono nate parecchie opere d’arte visive a partire dal 1986. Dal suo desiderio di costruire qualcosa di positivo e duraturo, dalla motivazione di comunicare agli altri alcune proprie idee, dal bisogno di donare al prossimo e non per ultimo di conoscere, è nato questo libro.


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