Tutto inizia con una festa di compleanno in un appartamento nel centro di Brescia. Un’occasione di divertimento e di socialità, se non fosse che l’autore inciampa in una gaffe e tutto si complica. I protagonisti di Zugzwang sono giovani intelligenti, di buona famiglia, ognuno con le sue ossessioni e le sue visioni. Scambiano dialoghi al limite del surreale per poi ritrovarsi a condividere lo spazio di una cucina o di un salotto, senza saper bene come andrà a finire.
In questo romanzo pieno di sorprese, di intermezzi e di cambi di prospettiva, l’autore dà sfogo a una storia alla Pynchon, dove tutto si muove fluttuando in un labirinto di suggestioni e isterie. La scrittura è il vero punto di forza di un romanzo godibilissimo per chi non cerca solo come va a finire la storia, ma ama navigare dentro di essa, alla ricerca di spunti e appigli sui quali innestare anche parte della propria vita.
Andrea Lussana è nato a Bergamo nel 1998.
Sopravvive con discreti risultati all’istituto tecnico e comincia a lavorare in uno studio tecnico subito dopo il diploma. L’ossessione per la scrittura nasce durante il secondo anno delle scuole superiori quando alcuni amici lo trascinano, in qualità di ghostwriter, all’interno di un collettivo hip-hop. Nel frattempo scopre i grandi autori dell’Ottocento e il genio di Tiziano Sclavi. Ha creduto fermamente per dieci anni in una reunion degli Oasis e continua a credere in un ultimo grande tour europeo. I suoi autori preferiti sono Faulkner, Proust, DeLillo, e Amy Hempel. Con il bianco gli piace giocare 1.d4 e spesso si lancia in un’apertura catalana anche quando non dovrebbe. Ha cominciato a scrivere Zugzwang dopo aver perso le speranze di riuscire a liberarsi da un lunghissimo romanzo sul wrestling che da tre anni continua a rimaneggiare e che probabilmente non vedrà mai la luce.


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