Agata arriva a Catania sospinta da un messaggio, ma ciò che trova è molto più di un incontro: è un richiamo antico, un legame che attraversa secoli e segreti nascosti sotto la lava dell’Etna. Tra le vie barocche della città e il profumo di zagara e mare, scopre che il presente e il passato si intrecciano, e che le anime possono riconoscersi anche dopo la morte.
Leonardo, avvocato catanese e custode di storie, diventa la guida e il riflesso di quell’amore sopravvissuto al tempo. Attraverso i loro sguardi e i silenzi condivisi, emergono gli echi di Livia e Marco, due amanti del XVII secolo inghiottiti dall’eruzione del 1669, il cui giuramento sopravvive tra le pieghe della memoria della città.
Elena I.B. intreccia con delicatezza realtà storica e leggenda, creando un romanzo sensoriale dove l’Etna non è solo sfondo, ma simbolo di distruzione e rinascita. Agata e l’ombra del vulcano è una storia di amore, destino e coraggio, un invito a lasciarsi guidare dalle emozioni e a scoprire che, a volte, le ceneri del passato custodiscono la promessa di una nuova vita.
Sono Elena I.B., nata in un Paese dell’Europa dell’Est e oggi residente in Spagna. Il mio percorso nel mondo della scrittura è iniziato con due opere pubblicate in spagnolo da Europa Edizioni: il libro autobiografico Eclipse sempiterno, la agonía de ser mujer e il romanzo Espejos rotos, caminos de sombra.
Sono testi nati dal bisogno di dare un nome alle mie ferite e al tempo stesso di trasformarle in forza narrativa.
Agata e l’ombra del vulcano. Il segreto di un amore rinato dalle ceneri è invece la mia prima opera scritta in italiano. Ho scelto questa lingua dopo aver visitato la Sicilia: l’isola, con la sua energia antica e il respiro del suo vulcano, mi ha chiamata a scrivere in un modo nuovo, più sensoriale e più vicino alla mia sensibilità.
Fino a quel momento avevo scritto soltanto poesia in italiano, ma il fascino di questa lingua – la sua musicalità, la sua delicatezza e la sua potenza espressiva mi ha spinta a comporre un’intera storia. Scrivere in italiano per me non è stata una scelta tecnica, ma emotiva: è la lingua che meglio veste ciò che voglio raccontare.


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