“Ho sempre pensato che la mia vita assomigliasse a un autobus in movimento. Alcune persone salgono e rimangono accanto a me soltanto per poche fermate, altre invece percorrono lunghi tratti di strada, condividendo pensieri, silenzi, esperienze e trasformazioni. Essere figlia unica mi ha insegnato l’autonomia, ma anche il bisogno profondo di costruire relazioni significative con gli altri. L’amore e il sostegno incondizionato dei miei genitori non mi sono mai mancati; eppure, in una dimensione sociale più ampia, ho sempre cercato legami capaci di arricchire il mio cammino. Forse è anche per questo che ho sempre conferito tanto valore alle amicizie. Ho sempre fatto fatica nel lasciare andare le persone o nel sostituirle. Quando qualcuno scende dal mio autobus, anche se ormai comprendo che la vita funziona così, avverto sempre un piccolo vuoto. Col tempo ho imparato che ogni incontro lascia qualcosa: un gesto, una frase, un’abitudine, perfino una ferita. E tutte queste presenze, anche quelle che sembrano passeggere, hanno contribuito a costruire la donna che sono diventata. Perché io, pur sentendomi bene con me stessa, senza gli altri non ho mai saputo immaginarmi davvero”.
Silvia Torchio è nata e cresciuta a Torino e provincia, dove ha conseguito la maturità classica e si è laureata in Scienze Sociali.
Figlia, Mamma, Moglie, Amica e tanto altro, Silvia è animata da una grande curiosità e circondata da mille interessi. Quello per la lettura e la scrittura sono nati sui banchi di scuola, hanno costituito parte integrante di tutta la sua vita e la accompagnano ancora oggi.
Questo romanzo autobiografico è il suo primo libro.


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