L’11 settembre 1973 è una data che ha segnato e continua tuttora a segnare inesorabilmente vita, speranze e prospettive di un’intera nazione, il Cile. In quella giornata, marchiata a fuoco nella memoria di ogni abitante, il colpo di Stato messo in atto dal generale Augusto Pinochet ai danni del governo presieduto da Salvador Allende diede inizio a una delle più feroci dittature civico-militari che la Storia ricordi. Furono migliaia le persone arrestate, torturate, uccise e fatte scomparire per il solo fatto di non condividere ideali e valori della tirannia entrata al potere. Chantal Castiglione prova a dare il proprio tempestivo e urgente contributo alla memoria storica del suo Paese, rendendo omaggio ad alcuni dei suoi connazionali che si schierarono dalla parte della libertà pagandone in prima persona pesantissime conseguenze.
Chantal Castiglione, laureata alla Magistrale in Scienze politiche presso l’Università della Calabria nel 2013, si occupa di ricerca storica e sociale sui movimenti collettivi in Italia e in Cile. Membro del direttivo della Comisión de Derechos Humanos de Chilenas y Chilenos de la Región Exterior, un organismo che attivamente, tramite l’organizzazione di dibattiti, porta avanti la memoria e la lotta per i diritti umani.
È autrice di Tra speranze e illusioni. L’Italia negli Anni di Piombo (Falco editore, 2013) e Canto per un ribelle. Lettere di lotta e disobbedienza (Edizioni Erranti, 2018). Ha partecipato come autrice ad alcune pubblicazioni collettive: Cultura e tradizioni. Antologia di narrativa e poesia, con il testo R-Esistenze Meridiane (Primalpe, 2018), L’Antivirus, con il testo Appunti di fuga, lettere e suoni d’amore (Edizioni Erranti, 2020).


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