Poesie
Essere è pellegrinaggio esistenzialista. Un cammino nel rumore del mondo contemporaneo, un ritorno ostinato a ciò che vive sotto la superficie. La poesia di Filippo Camerin nasce dalla frattura: tra l’uomo e la vita, tra il desiderio di appartenenza e la necessità di solitudine, tra il cemento che omologa e l’urgenza di ascoltarsi. I versi sono brevi, diretti, spesso trattenuti, come respiri che cercano spazio. In queste pagine l’io non è frammentato ma si espone ricomponendosi. Attraversa città, corpi, relazioni, silenzi, lasciando affiorare una domanda radicale sull’essere umano. Essere invita a sostare lungo il proprio sentiero, ad ascoltare l’eco della vita quando il rumore si placa, ad abitare il vuoto come spazio di senso. Essere non è possedere una forma, ma restare in movimento dentro di essa.
Aspettiamo davanti
a un mondo che si sgretola
per ogni colpo di cemento,
per ogni pianto di guerra,
per ogni dolore condiviso.
Filippo Camerin, nato a Pordenone l’11 agosto 2004, è uno scrittore e viaggiatore indipendente. Vive tra Pordenone e lunghi periodi di spostamento, scegliendo il viaggio come forma di conoscenza e di scrittura. Negli ultimi anni ha attraversato il Sud America e l’Europa, vivendo tra Argentina e Cile, Portogallo, Tenerife e il Sud Italia, spesso muovendosi in autostop. Le sue esperienze nascono dall’incontro diretto con persone, luoghi e marginalità, e includono attraversamenti in solitaria e lunghi cammini senza punti di riferimento. Scrive fin dall’infanzia; oggi la scrittura è per lui uno strumento essenziale per dare forma alle emozioni e restituire parole a ciò che spesso resta inascoltato. Il viaggio e la scrittura si intrecciano in una ricerca intima e umana, fatta di ascolto, attraversamento e verità.


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