Entrare nelle pagine di La carne fa rumore di Allegra Ledda significa accettare un patto: ascoltare ciò che normalmente viene zittito. La carne è il corpo, il desiderio, la memoria emotiva – dunque non rimane mai silenziosa. Parla, protesta, reclama spazio. Fa rumore, appunto. E quel rumore è la materia stessa della poesia. Fin dalle prime liriche si percepisce che la voce che guida la raccolta non cerca protezioni né filtri. Si espone con radicalità, attraversa il desiderio, la dipendenza, la rabbia, il senso di colpa e la ricerca di libertà. Il corpo diventa il luogo dove tutto accade: l’amore, la ferita, il potere dell’altro, ma anche la possibilità di rinascere. Non è mai un corpo neutro o astratto; è un corpo che sente, che lotta, che ricorda. Uno dei tratti più evidenti della poetica di Allegra Ledda è proprio questo intreccio tra eros e identità. L’amore appare come una forza ambigua: può illuminare, ma anche devastare; può liberare, ma allo stesso tempo imprigionare.
Allegra Ledda nasce a Torino il 26 agosto 2004. Appassionata di lingue, frequenta il Liceo Linguistico “Giordano Bruno”, dove sviluppa l’interesse per la poesia petrarchesca e leopardiana, avvicinandosi poi ad autrici come Alda Merini, Patrizia Valduga e Patrizia Cavalli. Nel 2021, durante la pandemia, iniziano gli attacchi d’ansia; nel 2022 riceve la diagnosi di vulvodinia e intraprende un percorso di psicoterapia. In questo periodo la poesia diventa il suo principale mezzo espressivo, alimentato anche da esperienze personali e riflessioni sull’identità femminile. Nel 2022 presenta una poesia al Salone del Libro, ricevendo grande apprezzamento. Nel 2023 Che donna sono viene inserita nell’antologia Donne che pensano… donne che scrivono…; nel 2024 un’altra poesia è selezionata per “Parole in fuga” (Aletti Editore). Nello stesso anno nasce il progetto di una raccolta poetica.


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