Tutto si tiene nasce dalla convinzione che le crisi che attraversano le società europee – stagnazione dei salari, precarizzazione del lavoro, dipendenza energetica, vulnerabilità tecnologica, stress dei sistemi sanitari – non siano fenomeni separati da affrontare uno alla volta, ma le manifestazioni di una stessa crisi di modello e che riformarle separatamente, come si è fatto per decenni, non produca trasformazioni, ma ottimizzazione di parti che spesso si danneggiano a vicenda. C’è però una frattura che la sola diagnosi economica non spiega: milioni di elettori che beneficerebbero direttamente delle riforme continuano a votare chi promette protezione identitaria invece di futuro. La paura di perdere ciò che si è ha scalzato il desiderio di migliorare ciò che si ha. Un riformismo che ignora questa dimensione è destinato a perdere anche quando ha ragione. La tesi è semplice nella formulazione, impegnativa nelle conseguenze: tutto si tiene. Welfare, formazione, mercato del lavoro, politica industriale, sanità e sovranità tecnologica non sono ambiti autonomi; sono componenti interdipendenti di un’unica architettura: o si riformano insieme in modo integrato, dentro una cornice europea ambiziosa, o non si trasforma niente. Paolo Costanzo propone il riformismo trasformativo: graduale nei metodi, radicale negli obiettivi. Non rivoluzione. Non manutenzione dell’esistente. Trasformazione reale, costruita su coalizioni possibili, dentro istituzioni democratiche, con un’identità proiettiva capace di parlare anche a chi ha paura. In un mondo tornato pericoloso, proteggere presente e futuro non è solo più giusto. È la condizione per restare liberi.
Paolo Costanzo si è laureato in Economia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Dottore commercialista e revisore legale, è fondatore e managing partner di CA Group-Costanzo & Associati, associazione professionale di commercialisti per la consulenza strategica, finanziaria, societaria e fiscale.
Specializzato in operazioni di finanza straordinaria, processi di quotazione, sistemi di governance e risanamento aziendale, è iscritto al ruolo degli esperti in Composizione Negoziata della crisi previsto dall’art. 3 del DL 118/21. Autore di numerose pubblicazioni in tema di informativa societaria, corporate governance, diritto societario e reddito di impresa, ha collaborato alla stesura della relazione al Disegno di Legge Delega al Governo per la riforma del sistema fiscale nazionale. Commentatore di politica economica e fiscale, sul piano civile e politico, è tra i promotori del Circolo Matteotti, realtà che raccoglie esponenti di diversa provenienza uniti dalla convinzione che il contrasto alle spinte nazionaliste, sovraniste e populiste richieda un dibattito profondo e scevro da schematismi. Alle elezioni politiche del 2022 è stato candidato per il centrosinistra, in quota Più Europa, nel collegio uninominale di Lodi. La sua visione politica è quella di un riformismo liberale ed europeo: la convinzione che le trasformazioni profonde si costruiscano attraverso le istituzioni, il consenso e la competenza, non nonostante di esse.


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