Dal Libro Rosso di Carl G. Jung
Il Libro Rosso di Carl Gustav Jung permette di compiere una sorta di viaggio di trasformazione interiore che segue il monito delfico del “Conosci te stesso”… Attraverso i commenti e le riflessioni dell’autore, le fonti ripercorrono la crisi mistica dello psicoanalista svizzero e la sua successiva esplorazione dell’inconscio collettivo. Il fulcro del testo risiede nell’unione degli opposti, in cui il Bene e il Male, Dio e Satana, il razionale e l’irrazionale sono concepiti come forze complementari necessarie alla totalità psichica. Da questa analisi Jung si rivela come un “folle divino” che, distaccandosi dal rigido scientismo di Freud, riscopre la dimensione spirituale e il valore antropologico dei simboli universali. L’opera testimonia una catarsi che porta all’integrazione dell’Ombra e al ritrovamento del Sé, paragonato a un bambino divino.
Il percorso junghiano è vissuto come un’esperienza di illuminazione capace di riconciliare l’individuo con l’Universo.
Giovanni Innocenzi è nato a Roma il 6 settembre 1938 e vive a Capannoli (PI). Pensionato dell’Arma dei Carabinieri, durante il servizio ha conseguito il diploma di ragioniere e poi svolto l’incarico di insegnante-istruttore di allievi carabinieri. Nel 1976, trovandosi per servizio a Pisa, poté iscriversi alla facoltà di Scienze politiche-sociali e a laurearsi con la tesi L’influenza degli psicoanalisti sull’antropologia culturale nella prima età del XX secolo. Nel 1988, dopo la separazione coniugale, ha praticato l’hatha-yoga per due anni, e da allora – cioè da 38 anni – pratica la meditazione tantrica da cui deriva il nome spirituale Janardan, che è un nome di Krishna. In questo modo ha incontrato nuovamente Jung, che considera il suo più grande ascendente culturale dopo Gesù. Per oltre vent’anni, fino al 2020, ha tenuto Corsi di Formazione sulla Comunicazione Interpersonale, sull’Autostima e sull’Ottimismo, e per dieci anni anche all’Università della Terza Età di Pontedera (PI).


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