Vive in una capanna a ridosso del mare un pescatore, il suo nome è Glauco. Giorno dopo giorno Glauco pesca, secondo quello che il mare offre: tanta è la sua contentezza nei giorni di abbondanza, quando torna con le reti piene di pesci dai riflessi azzurri. Ma anche se le reti si dimostrano misere Glauco non è mai abbattuto, perché sa che il mare talvolta dà e talvolta prende. È proprio il suo adorato mare a donargli un’alga prodigiosa che, concedendogli una forza sconosciuta e una conoscenza senza confini, lo trasforma in “un dio impervio, di aspra e vivida e profetica natura”. Glauco ha il potere, ma non gli basta, e quando giunge a lui il suono di un canto lontano, quella musica è talmente soave che viene trafitto dall’amore per una ninfa di rara bellezza. Il destino, però, ha in serbo per Glauco una vera e propria maledizione: riuscirà a congiungersi con la sua amata?
Una prosa lirica intensa e delicata accompagna come una melodia la storia di Glauco e della sua ninfa: una storia d’amore che non ha tempo né spazio, ma si perde tra i flutti del mare in tempesta, per poi riemergere con forza ogni volta che la furia delle onde si placa.
Riccardo Piva, nato l’11 marzo 1991 a Piove di Sacco, abita a Casalserugo in provincia di Padova. Si è diplomato al liceo scientifico e ha frequentato alcuni corsi di pedagogia e poi filosofia all’Università degli studi di Padova. La ninfa e Glauco è il suo esordio letterario, iniziato a scrivere a diciannove anni, nel 2010, e terminato con questa ristampa. Per la stesura complessiva del poemetto, scritto come una rapsodia, oltre che lo studio dell’epica greca e romana e dei tragici greci, ha approfondito la sonorità del greco antico e di vari poeti, posteri e dell’antichità.


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