(XXI Oro Nero II edizione)
Avventurarsi nell’universo poetico di Roberto Bellia è davvero un’esperienza appagante sotto il profilo letterario ed estetico. Bellia, infatti, riesce a muoversi con maestria su più generi, dall’haiku, rivisitato, alla poesia visiva, a quella civile, strizzando l’occhio alle avanguardie del Novecento, ma mantenendo una propria originalità e riconoscibilità. Pur se volutamente prive di punteggiatura (a eccezione, opportunamente, degli interrogativi), queste liriche si leggono come se fossero ordinate da una grammatica invisibile che ne disciplina il ritmo e le pause, queste ultime spesso ancorate a una spaziatura ampia e variabile, come se il silenzio parlasse tanto quanto le parole.
Roberto Bellia è nato il 10 aprile del 1944 a Pettinengo, un piccolo paesino del biellese dove il bisnonno aveva fondato un maglificio, la Bellia Bernardo e figlio, poi divenuta Liabel (l’anagramma del cognome), maglificio che il padre poi ha perso perché negato per gli affari: la sua passione era la musica.
All’età di dieci anni, dopo la separazione dei genitori è andato a vivere a Santa Margherita Ligure con la madre, la quale aveva aperto la boutique Summertime a Portofino, e vi ha abitato fino a quando è partito per il servizio militare. Attualmente possiede una piccola azienda che produce sorbetti di alta qualità per la ristorazione. L’autore attualmente abita a Vermezzo con Zelo in provincia di Milano.


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